
Mostafa Salem
Responsabile della ricerca sul gaming
Recensione di Directive 8020
7.5/10
Directive 8020 è la ventata di aria fresca di cui la Dark Pictures Anthology aveva bisogno. Dopo quattro anni da The Devil in Me, Supermassive torna con una narrazione più serrata, personaggi migliori e l'ambientazione horror più efficace della serie. Il tema del mimetismo alieno, pur partendo in modo prevedibile, costruisce una paranoia crescente e colpi di scena sorprendenti. Il limite principale è lo stealth: onnipresente e ripetitivo, diventa stancante dopo poche ore. Superato questo scoglio, l'esperienza è di alto livello. Consigliato ai fan della serie e un ottimo punto di partenza per i neofiti, sebbene House of Ashes resti insuperato per tensione. Con una durata di circa 9 ore, il rapporto qualità-prezzo è buono, ma per i più attenti al budget l'acquisto in saldo è la scelta ideale.
7.5
Pro
La migliore narrazione vista finora nella Dark Pictures Anthology
Paranoia autentica mentre il mimetismo alieno si intensifica in modo convincente
Cast di alto livello con personaggi ben sviluppati e apprezzabili
Comparto visivo impressionante con illuminazione cinematografica e ambienti dettagliati
Scelte ramificate significative con un albero narrativo soddisfacente
Contro
Le sezioni stealth si ripetono senza evolversi per 6 delle 9 ore di gioco
La breve durata rende la ripetitività più evidente
I capitoli iniziali sono troppo didascalici prima che la narrazione di Directive 8020 trovi il suo equilibrio.
Solo modalità cooperativa locale, nessuna modalità storia condivisa online
Alcune animazioni facciali e linee di dialogo risultano poco naturali



