
Omar Ghanem
CEO
Recensione di Mouse: P.I. For Hire
8/10
Mouse: P.I. For Hire è il tipo di debutto che ti fa venire voglia di vedere cosa farà Fumi Games dopo. Si impegna pienamente nella sua visione e quella sicurezza ripaga. Lo stile artistico da solo vale il prezzo del biglietto, ma il gunplay sottostante è abbastanza buono da reggersi da solo. Se vi aspettate un gioco investigativo alla L.A. Noire, rimarrete delusi. Aspettatevi uno sparatutto veloce, elegante, in stile Doom, con una delle identità visive più distintive degli ultimi tempi, e vi divertirete un mondo. Il minigioco del baseball e le meccaniche di scassinamento delle casseforti sono piccoli tocchi, ma dimostrano un team che ha voluto offrire ai giocatori più di una semplice galleria di tiro. La storia ha una vera ambizione, mette in luce temi politici senza prendersi troppo sul serio, anche se alla fine fatica un po'. Ma per un mondo di topi, formaggio e un caso criminale più grande di quanto sembri, questo gioco è davvero divertente dal momento in cui lo prendi in mano.
8
Pro
Lo stile artistico "rubber-hose" è uno dei migliori in qualsiasi gioco
Sparatorie veloci e soddisfacenti con 12 armi potenziabili
I mini-giochi spezzano bene l'azione di tiro
Troy Baker offre un'interpretazione incredibile nei panni di Jack Pepper
Livelli ricchi di segreti, scorciatoie e collezionabili nascosti
Esplora temi politici, senza prendersi troppo sul serio
Contro
Questo è prima di tutto uno sparatutto, non un gioco investigativo, nonostante il nome
La varietà di nemici è scarsa per una durata di 13 ore
Il finale sembra un po' brusco













