Con il lancio del reboot di Marathon nel 2026, Bungie vanta ora 18 giochi all'attivo, che coprono più di tre decenni di sviluppo. Questo traguardo ha spinto a un'analisi più approfondita del catalogo completo dello studio di Washington, con una nuova classifica di DualShockers che valuta ogni titolo mai pubblicato dallo sviluppatore.
La classifica, curata dal giornalista Eric Warner, giudica ogni gioco secondo cinque criteri: gameplay, storia, innovazione, multiplayer e rigiocabilità. Remake e remaster, inclusi Halo: Combat Evolved Anniversary e Halo: The Master Chief Collection, sono esclusi dalla lista.
Dove Inizia il Catalogo di Bungie
La lista si apre in fondo con Gnop!, un clone di Pong sviluppato dal co-fondatore di Bungie Alex Seropian nel 1990 per computer Mac, un anno intero prima che Bungie fosse ufficialmente incorporata come Bungie Software Products Corporation nel maggio 1991. Sebbene abbia un valore storico come punto di partenza non ufficiale dello studio, il gioco offre poco in termini di rigiocabilità oltre alla pura curiosità.
Al 17° posto si posiziona Minotaur: The Labyrinths of Crete (1992), il primo gioco esclusivamente multiplayer di Bungie e il suo primo passo nel genere fantasy. I giocatori navigavano labirinti generati casualmente l'uno contro l'altro su computer Mac separati, utilizzando armi, incantesimi e oggetti come la Maschera dell'Inganno. La sua struttura esclusivamente multiplayer ne limita la longevità oggi.
A chiudere la fascia bassa troviamo Operation: Desert Storm (1991), la prima uscita commerciale ufficiale di Bungie. Uno sparatutto dall'alto con carri armati, ispirato a Combat dell'Atari 2600, metteva i giocatori al comando di un carro armato M1 Abrams attraverso missioni che richiedevano la gestione del carburante oltre agli obiettivi di combattimento.
I primi tre giochi di Bungie erano esclusivi per Mac, riflettendo le origini dello studio come piccolo sviluppatore con sede a Chicago prima del trasferimento nello stato di Washington.
Le Fondamenta degli FPS
L'identità dello studio come sviluppatore di FPS iniziò a prendere forma con Pathways into Darkness (1993), classificato al 15° posto. Uscito circa un anno dopo Wolfenstein 3D di id Software, il gioco seguiva un soldato delle Forze Speciali dell'esercito americano che navigava in una piramide sudamericana contro il tempo, con elementi di risoluzione di enigmi e gestione dell'inventario sovrapposti allo sparatutto. La sua complessità gioca contro una facile rigiocabilità.
Marathon (1994), classificato al 12° posto, è descritto come il titolo iniziale più influente di Bungie. È stato il primo FPS a permettere ai giocatori di guardarsi liberamente in un ambiente 3D con controllo completo, e il primo FPS a presentare il doppio equipaggiamento. La sua iconografia, il design dei nemici e i concetti delle armi sono stati ripresi in quasi tutti i giochi Bungie successivi.
Marathon 2: Durandal (1995) si piazza al 14° posto nonostante l'aggiunta di funzionalità come il nuoto, nuove armi e modalità multiplayer espanse. L'assenza di musica in-game oltre alla schermata del menu è citata come un notevole svantaggio. Marathon Infinity (1996), classificato al 10° posto, ha chiuso la trilogia con una storia multi-temporale notoriamente contorta, ma ha ricevuto elogi per l'introduzione dell'editor di livelli Forge e dell'editor grafico Anvil, offrendo ai giocatori strumenti per creare le proprie mappe e campagne fan.

L'editor Forge ha debuttato in Marathon Infinity
Myth, Oni e la Strada verso Halo
Tra la serie Marathon e Halo, Bungie ha prodotto alcune delle sue opere più sottovalutate. Myth: The Fallen Lords (1997), classificato al 13° posto, è stato il primo gioco di tattica in tempo reale dello studio, catapultando i giocatori in combattimenti fantasy medievali senza alcuna meccanica di costruzione di basi. È stato anche il primo gioco Bungie musicato dai compositori Martin O'Donnell e Michael Salvatori, una partnership che avrebbe definito il suono dello studio per decenni.
Il suo sequel del 1998, Myth II: Soulblighter, classificato al 9° posto, ha migliorato l'originale con una scrittura più forte, uno sviluppo dei personaggi più sorprendente e l'aggiunta dell'editor di mappe e unità Fear and Loathing. La serie Myth rimane una delle franchigie più trascurate di Bungie, con i diritti attualmente detenuti da Take-Two Interactive.
Oni (2001), classificato all'11° posto, è arrivato nello stesso anno di Halo: Combat Evolved ed è stato quasi interamente oscurato da esso. Un gioco d'azione in terza persona fortemente ispirato al manga e anime Ghost in the Shell, seguiva l'agente Konoko attraverso combattimenti incentrati sul corpo a corpo contro l'organizzazione criminale Syndicate. I suoi filmati in stile anime e una colonna sonora atipica di O'Donnell e Salvatori lo rendono uno dei titoli più distintivi di Bungie, anche se rimane in gran parte dimenticato.
Cosa Rivela la Lista Completa
La classifica completa di 18 giochi illustra come Bungie abbia trascorso il suo primo decennio sperimentando attraverso generi diversi, da cloni di Pong e sparatutto con carri armati a tattiche in tempo reale e giochi d'azione ispirati agli anime, prima di trovare la formula che l'avrebbe resa uno dei nomi più riconosciuti del settore. Il reboot di Marathon in arrivo nel 2026 come 18° gioco dello studio chiude questo arco narrativo, tornando alla franchigia che per prima ha affermato Bungie come uno sviluppatore di FPS serio a metà degli anni '90.
Con Bungie che si avvicina al suo 35° anniversario, il catalogo completo sottolinea quanto sia stata varia e ambiziosa la produzione dello studio attraverso piattaforme, generi ed epoche.
Fonte: Dualshockers
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Domande Frequenti (FAQ)
Quanti giochi ha sviluppato Bungie in totale?
Al 2026, Bungie ha sviluppato 18 giochi, con il reboot di Marathon come titolo più recente. Questo conteggio esclude remake e remaster come Halo: The Master Chief Collection.
Qual è stato il primo gioco in assoluto di Bungie?
Gnop!, un clone di Pong sviluppato dal co-fondatore Alex Seropian nel 1990 per computer Mac, precede la fondazione ufficiale dello studio nel maggio 1991 ed è considerato il primo gioco non ufficiale di Bungie.
Qual è stato il primo gioco FPS di Bungie?
Pathways into Darkness, uscito nel 1993, è stato il primo sparatutto in prima persona di Bungie, arrivato circa un anno dopo il lancio di Wolfenstein 3D da parte di id Software.
Chi ha composto la musica per i giochi Myth e successivi di Bungie?
I compositori Martin O'Donnell e Michael Salvatori hanno lavorato per la prima volta con Bungie su Myth: The Fallen Lords nel 1997 e hanno continuato a comporre la colonna sonora per la maggior parte dei titoli principali dello studio, incluse le serie Halo e Destiny.







