Sette mesi dopo il rilascio del trailer cinematico di Divinity da parte di Larian Studios, un content creator ha scovato qualcosa che è rimasto nascosto sotto gli occhi di tutti fin dall'inizio: un messaggio runico inciso sulla corona di un personaggio che potrebbe aver appena svelato il villain principale del gioco.
La scoperta arriva da WolfheartFPS, che ha notato come la corona appuntita indossata dal vecchio incatenato e lacerato all'inizio del trailer sia ricoperta di simboli. Non si tratta di decorazioni casuali, ma di vero Elder Futhark, il più antico alfabeto runico documentato, utilizzato durante il Periodo delle migrazioni tra il 300 e il 600 d.C.
Le rune che hanno cambiato tutto
Il dettaglio chiave qui è come Wolfheart sia riuscito a vedere chiaramente quei simboli. Un video dietro le quinte di Unit Image, lo studio di animazione 3D e visual effects che ha collaborato con Larian al cinematico, è stato condiviso solo pochi giorni fa e mostra il modello del personaggio con un livello di dettaglio molto superiore rispetto al trailer originale. Quel livello di dettaglio ha reso le rune leggibili in un modo che il filmato compresso del trailer non permetteva.
Decifrare l'Elder Futhark è un lavoro incredibilmente complesso. Il sistema di scrittura è fonetico piuttosto che alfabetico nel senso moderno, il che significa che la stessa runa può rappresentare suoni diversi a seconda del contesto. Wolfheart ha analizzato questa complessità arrivando a leggere "chaos is coming", o più precisamente nella sua scomposizione fonetica: "kay oss iz kum ing".
Non si tratta di un vago indizio tematico. È un riferimento diretto a una delle figure più significative della lore di Divinity.
Chi è davvero il Lord of Chaos
Per i gamer che hanno scoperto la serie con Divinity: Original Sin 2 e che magari non conoscono a fondo la lore più ampia, ecco il punto della situazione. Il Lord of Chaos è il creatore dei demoni nell'universo di Divinity e, stando al canone attuale, è imprigionato nel Tartarus, l'equivalente dell'inferno nel gioco. Non è una figura di secondo piano. È il tipo di villain la cui fuga finirebbe per stravolgere il mondo intero.
Il trailer aveva già spinto i fan a teorizzare una narrazione incentrata sul caos. L'artefatto hellstone, che Larian ha mostrato tramite una misteriosa statua nel deserto prima del reveal completo ai The Game Awards 2025, si collega direttamente alla magia del caos nella serie. Il tono del trailer, frenetico e distruttivo, ha rafforzato questa interpretazione. Le rune ora danno a questa teoria una base concreta.
Cosa significa questo per la direzione del nuovo gioco
Divinity è tecnicamente il settimo capitolo della serie e Larian è stata attenta a non definirlo né un sequel né un soft reboot in modo diretto. Ciò che la maggior parte dei giocatori non nota guardando il trailer è che Larian sta percorrendo una strada molto specifica: abbastanza familiare da far percepire ai veterani della serie il peso della lore, ma abbastanza fresca da non far sentire persi i nuovi arrivati.
Se il Lord of Chaos venisse confermato come antagonista principale, ciò risolverebbe uno dei più grandi interrogativi sulla portata del gioco. Un dio del caos imprigionato che riesce a liberarsi è il tipo di premessa che giustifica un reset narrativo completo, premiando al contempo i giocatori che sanno perché il Tartarus sia così importante.
Larian non ha ancora annunciato una data di uscita per Divinity. Data la storia dello studio con Divinity: Original Sin 2 e Baldur's Gate 3, un periodo di early access prima del lancio completo rimane un'aspettativa realistica. Per ora, la community ha più lore su cui discutere di quanta Larian ne abbia fornita ufficialmente, che è esattamente ciò che Larian sembra volere.
Gli appassionati di strategy games e di lore RPG profonda faranno bene a tenere d'occhio ulteriori analisi del trailer, mentre la community continua a tirare le fila. Se la lettura di Wolfheart dovesse rivelarsi corretta, Larian avrebbe nascosto uno dei reveal più importanti del gioco in una corona che la maggior parte delle persone ha guardato senza pensarci due volte.









