Square Enix ha finalmente mostrato al mondo Dragon Quest XII: Beyond Dreams, pubblicando il primo trailer ufficiale del 12° capitolo principale del franchise durante una livestream il 27 maggio. Se state aspettando dall'annuncio originale del 2021, ecco il punto della situazione: il gioco ha subito un reboot completo, ha un nuovo nome e sì, ci sarà ancora da aspettare.

Svelato l'eroe di Beyond Dreams
Da Flames of Fate a Beyond Dreams
Il gioco era stato annunciato quattro anni fa con il titolo Dragon Quest XII: The Flames of Fate. Quella versione è stata praticamente accantonata. L'executive producer Yosuke Saito e il creatore della serie Yuji Horii hanno confermato durante la livestream che il team di sviluppo è stato riorganizzato e il progetto è ripartito da zero. Il loro messaggio ai fan è stato diretto: "Ci vorrà ancora un po' prima che possiate metterci le mani sopra".
C'è però un aspetto importante. Saito e Horii non hanno descritto il reboot come un fallimento. Lo hanno definito la scelta giusta, affermando che il riavvio era necessario per rendere Dragon Quest XII "un titolo che tutti voi fan della serie amerete davvero". Se questo suoni rassicurante o preoccupante, probabilmente dipende da quanto tempo state aspettando.
Cosa mostra effettivamente il trailer
Il trailer di presentazione offre il primo vero sguardo al nuovo mondo, al protagonista, ai mostri e al combat system del gioco. La premessa narrativa, condivisa direttamente da Saito e Horii, è incentrata su un giovane eroe tormentato da strane visioni durante il sonno, con il duo che lo descrive come un viaggio alla scoperta di "ciò che si cela oltre i sogni".
Sono state spiegate poche meccaniche di gameplay specifiche, ma il trailer chiarisce che si tratta pur sempre di un RPG tradizionale nello stile di Dragon Quest, con il design dei mostri e il mondo colorato tipici della serie rimasti intatti.
Preservati i contributi di Toriyama e Sugiyama
Uno dei dettagli più significativi dell'annuncio: il gioco presenterà ancora il character design del compianto Akira Toriyama, che ha creato l'iconica identità visiva del franchise di Dragon Quest per decenni prima della sua scomparsa. Anche il compositore Koichi Sugiyama è accreditato per il ritorno alla colonna sonora.
Preservare entrambi i contributi è fondamentale per l'eredità della serie. L'identità visiva e musicale di Dragon Quest è probabilmente riconoscibile quanto il gameplay stesso, e mantenere intatti questi elementi segnala che il reboot ha riguardato la struttura e la direzione, non una totale reimmaginazione di ciò che è Dragon Quest.

Il ritorno dei design classici dei mostri
Un franchise che richiede pazienza
I fan di Dragon Quest sono abituati ad aspettare. Il divario tra Dragon Quest XI e qualunque cosa diventerà Dragon Quest XII si è già allungato di anni, e l'annuncio del reboot sposta ulteriormente questa timeline. Per un franchise che procede secondo i propri ritmi e raramente insegue le mode, questo tipo di pazienza nello sviluppo non è una novità.
Il genere RPG ha visto una forte concorrenza dal 2021, con la serie The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon e altri titoli che spingono i confini di ciò che gli RPG basati sulla narrazione possono fare. Dragon Quest XII dovrà offrire qualcosa che valga l'attesa.
Per i gamer che cercano di restare in allenamento con le meccaniche RPG e la strategia mentre l'attesa continua, vale la pena dare un'occhiata alla guida alle strategie per principianti e alle meccaniche principali di Trails Beyond the Horizon nel frattempo.









