Hideo Kojima è apparso in un teaser generato dall'IA per Prada, scatenando una forte reazione da parte dei fan, e ora il leggendario developer ha messo nero su bianco il suo pensiero reale su IA e arte. In breve: non crede che l'IA sarà in grado di creare vera arte durante la sua vita, e la cosa gli sta bene.
Alla fine del mese scorso, Kojima è apparso insieme al regista danese Nicholas Winding Refn in un teaser di 90 secondi per Prada Mode, che ha occupato il Chelsea Hotel di New York. La premessa vede i due arrivare con un'astronave, schiantarsi su un pianeta e sfuggire a un alieno. Surreale, certo. Ma le polemiche non riguardavano il concept, bensì il metodo di produzione.

Risparmia sui tuoi giochi.
Sconti fino a 80%
La reazione dei fan che ha acceso il dibattito
Nel momento in cui il teaser di Prada è stato pubblicato, i fan di Kojima hanno espresso chiaramente il loro disappunto. Commenti che lo definivano "AI slop" si sono diffusi rapidamente sui social media. Un fan ha scritto di essere "devastato nel vedere artisti così grandi ricorrere all'IA generativa". Un altro ha detto direttamente a Kojima: "Vali molto più di questo". L'espressione "AI slop" è apparsa ripetutamente tra le risposte, e la frustrazione era autentica, non solo una reazione impulsiva.
Il punto è questo: Kojima non aveva effettivamente realizzato il video. Vi ha recitato. È stata Prada a produrlo. Ma per molti fan, la distinzione contava ben poco.
Cosa ha detto davvero Kojima su IA e arte
Kojima, oggi 62enne, ha parlato dell'IA in termini generali durante i commenti rilasciati in occasione dell'evento al Chelsea Hotel. La sua posizione è più sfaccettata di quanto suggeriscano le polemiche.
"L'arte è vita. Ma tra 50 anni, 100 anni, non saprei. Forse l'IA potrebbe creare arte, ma finché sarò in vita, non credo che la vedrò. Non mi interessa", ha dichiarato. Ha inoltre descritto l'IA come uno strumento ideale per gestire i "lavori creativi più ripetitivi", mantenendo gli esseri umani al centro del processo di creazione artistica.
Una posizione piuttosto chiara. Ma i suoi commenti passati raccontano una storia più complessa.
La posizione di Kojima sull'IA non è un rifiuto totale. I suoi commenti in diverse interviste indicano una chiara distinzione tra l'IA come tool creativo e l'IA come sostituto dell'espressione artistica umana.
Lo scorso dicembre, Kojima ha dichiarato alla CNN di essere più interessato all'IA come motore per i sistemi di controllo piuttosto che per la generazione di immagini. "Utilizzando l'IA, il comportamento dei nemici potrebbe cambiare in base all'esperienza, alle azioni e ai pattern del player. Quel tipo di risposta dinamica renderebbe possibile un gameplay molto più profondo". Si tratta di un'applicazione pratica, orientata al gameplay, non di un'approvazione filosofica dei contenuti generativi.
Inoltre, l'anno scorso ha dichiarato a Wired Japan di vedere "un futuro in cui lui rimane un passo avanti, creando insieme all'IA", definendola addirittura un "amico" nel contesto di un miglioramento dell'efficienza.
Cosa significa questo per OD e Physint
Kojima ha due progetti importanti in fase di sviluppo: OD, il gioco horror realizzato con Xbox, e Physint, in arrivo su PlayStation. La domanda ora è se l'IA generativa finirà per toccare uno dei due, e in che misura.
I suoi commenti suggeriscono che sia possibile, ma non nel modo che ha scatenato le polemiche su Prada. Comportamenti dinamici dei nemici, sistemi adattivi, strumenti di efficienza nelle pipeline di produzione: tutto questo è sul tavolo, stando a quanto ha dichiarato pubblicamente. Usare l'IA per generare i contenuti visivi o narrativi che definiscono i suoi giochi? Sembra una questione completamente diversa.
Per contestualizzare come gli studi stiano affrontando queste stesse questioni, le gaming guides e le game reviews hanno monitorato come le funzionalità legate all'IA stiano apparendo nelle principali uscite.
Lo scorso ottobre, Kojima ha anche affermato che i remake e i sequel saranno alla fine realizzati dall'IA, motivazione che ha usato per spingere i creatori originali a continuare a esplorare nuovi territori invece di rifugiarsi in terreni familiari. È una visione coerente con il suo pensiero generale, ed è un'opinione più tagliente di quanto la maggior parte dei dirigenti sia disposta a mettere a verbale.
La situazione Prada è un promemoria di come il contesto online si sgretoli rapidamente. Kojima non ha prodotto un video con l'IA. È apparso in uno spot per un brand di moda. Se questa distinzione sia importante per i fan è un altro dibattito, ma vale la pena leggere con attenzione le sue reali opinioni sull'IA nello sviluppo dei giochi prima di trarre conclusioni. I suoi prossimi progetti saranno il vero banco di prova per vedere come questi principi verranno applicati nella pratica.








