Tre design di box art. Un solo sopravvissuto. Un recente sondaggio della community sulle cover di Resident Evil: Code Veronica X per GameCube ha raccolto quasi 1.900 voti, e i risultati raccontano una storia tesa quasi quanto il gioco stesso.
La versione GameCube di Resident Evil: Code Veronica X è arrivata nel 2003, un vero e proprio revamp dell'originale uscita per Dreamcast che Capcom ha posizionato come la continuazione ufficiale della serie principale. È un titolo con un pedigree di tutto rispetto, il che rende la reazione generale della community alle tre cover ancora più divertente: un numero sorprendente di gamer non è riuscito a promuovere appieno nessuna delle tre opzioni.
Cosa ha portato ogni regione sul campo di battaglia
La cover nordamericana è quella che la maggior parte dei giocatori riconoscerà all'istante. Chris e Claire Redfield occupano il primo piano, con l'inconfondibile silhouette di Albert Wesker che incombe dietro di loro. È stata riutilizzata per le riedizioni su Xbox 360 e PS4, il che spiega probabilmente il suo vantaggio in termini di familiarità. Il bagliore blu che circonda i Redfield è un punto controverso: alcuni lo definiscono atmosferico, altri lo trovano datato.
L'Europa ha preso una direzione completamente diversa. Un primo piano estremo del volto di Claire Redfield domina la cover, con uno zombie riflesso nei suoi occhi. È una scelta audace e non convenzionale per una box art, e la risposta della community è divisa sul fatto che funzioni o meno. I sostenitori amano la tensione da film horror del contatto visivo diretto con lo spettatore. I critici pensano che sembri più una pubblicità di cosmetici che un titolo survival horror.
Il design giapponese si colloca a metà strada. Chris e Claire appaiono schiena contro schiena su uno sfondo cupo e minaccioso, senza Wesker. La composizione è probabilmente la più cinematografica delle tre, ma è appesantita da un formato testuale invadente che ingombra un'immagine altrimenti decente.
I numeri e il mood dietro le quinte
Con 1.867 voti conteggiati, il Nord America ha conquistato 39%, l'Europa ha seguito con 37% e il Giappone ha chiuso con 25%. Sulla carta, sembra una vittoria netta per il Nord America. Nella pratica, suona più come una pluralità riluttante.
Il punto è questo: una parte significativa dei votanti ha descritto il sondaggio come la scelta dell'opzione meno peggiore piuttosto che di un vero preferito. Espressioni come "orribile vs. terribile vs. pessimo" e "fanno schifo tutte" sono apparse ripetutamente nel thread da 53 commenti. La frustrazione sembra radicata nello stesso problema: tutte e tre le cover si affidano pesantemente ai render CG dei personaggi dei primi anni 2000, che non sono invecchiati particolarmente bene, e nessuna di esse mostra i mostri, gli ambienti o l'atmosfera che definiscono l'esperienza Resident Evil.
La cover europea ha generato il dibattito più acceso. I suoi difensori sostengono che lo sguardo che rompe la quarta parete sia una tecnica horror deliberata, quel tipo di sguardo diretto e inquietante che certi film horror usano intenzionalmente. I detrattori sono stati meno clementi, con un commentatore che l'ha memorabilmente soprannominata "Resident Evil: Big Face Edition".
Il rumor sul remake che aleggia su tutto questo
C'è un motivo per cui questo sondaggio ha un peso maggiore del solito. Si vocifera da tempo di un possibile remake di Code Veronica X, e il 30° anniversario del franchise di Resident Evil rende il tempismo sospetto. Se un remake dovesse concretizzarsi, sarà affascinante vedere come Capcom approccerà il marketing visivo, dato il modo in cui la community ha "arrostito" gli originali.
Ciò che la maggior parte dei giocatori perde di vista in queste discussioni sulle box art è quanto il design della copertina influenzasse le decisioni d'acquisto nei primi anni 2000, specialmente per una serie che stava ancora costruendo il suo pubblico mainstream. Un commentatore ha riflettuto sul fatto di aver quasi scambiato la versione europea per PS2 per un titolo di bassa lega sullo scaffale di un negozio, una prima impressione decisamente dannosa per qualsiasi gioco. Assicurati di dare un'occhiata ad altro:








