Slay the Spire è sempre stato un gioco che non ha mai nascosto le proprie influenze, ma nessuno si aspettava che l'hero shooter di Valve finisse in quella lista. Il co-creatore di Mega Crit, Anthony Giovannetti, ha confermato di essere stato in piena fase Deadlock quando ha preso forma l'idea per il nemico più discusso di Slay the Spire 2, e questa ammissione sta facendo discutere tutta la community.
Come un hero shooter è finito dentro un roguelike deckbuilder
Il commento di Giovannetti è stato schietto e consapevole: "Stavo giocando troppo a Deadlock". Questa singola frase spiega molto del DNA di design del Doormaker, il boss che ha diviso la player base di Slay the Spire 2 così nettamente da spingere Mega Crit a rimuoverlo completamente dal gioco per poi rielaborarlo e reintrodurlo. Le meccaniche del Doormaker puntavano su un tipo di tempo aggressivo e basato sulla pressione, che risultava alieno rispetto al ritmo riflessivo e turn-based che la maggior parte dei gamer associa alla serie.
Il punto è questo: Deadlock si basa su un costante slancio in avanti. Ogni scontro in quel gioco punisce l'esitazione e premia i player che sfruttano i vantaggi non appena si presentano. Tradurre questa filosofia in un boss di un card game significa creare un nemico che non ti lascia respirare, che non ti permette di preparare il deck o di temporeggiare per la mano perfetta. Per i player che amano il lato metodico di Slay the Spire 2, quel design è stato davvero frustrante. Per altri, invece, è stato il boss più esaltante mai visto nel gioco.
La strada in salita del Doormaker nell'early access
La timeline qui è fondamentale. Mega Crit ha introdotto il Doormaker, ha affrontato le forti critiche della community, lo ha rimosso, rielaborato e riportato in gioco con un restyling visivo. Questo ciclo è avvenuto interamente durante la fase di early access, che è esattamente ciò che questo modello dovrebbe permettere. Ciò che molti player perdono di vista in questa storia è quanto Giovannetti e il team siano stati trasparenti durante tutto il processo, riconoscendo pubblicamente le criticità invece di risolverle con patch silenziose.
L'Aeonglass, il boss che ha ricevuto un aggiornamento grafico nell'ultima patch del beta branch (0.108.0), fa parte dello stesso processo di rifinitura in corso. È chiaro che Mega Crit stia trattando l'early access di Slay the Spire 2 come un vero e proprio feedback loop, piuttosto che come un soft launch.
15 nuove co-op cards arrivano sul beta branch
Oltre alla vicenda del Doormaker, la patch 0.108.0 ha introdotto 15 nuove carte pensate specificamente per il gioco in co-op. Le aggiunte coprono ogni classe, incluse tre carte ciascuna per Ironclad, Silent, Necrobinder e Defect, due per il Regent e una carta incolore chiamata The Ball, che rimbalza tra gli alleati diventando sempre più forte a ogni passaggio.
Alcune di queste sembrano estremamente aggressive sulla carta. Cacophony del Necrobinder infligge 66 danni a un nemico casuale ogni 33 carte pescate collettivamente, il che in una run da tre player potrebbe attivarsi costantemente. Imitation Learning permette al Defect di copiare le due o tre poteri successivi giocati da un alleato scelto. Midnight, un raro attacco dell'Ironclad, costa 12 energia ma infligge 99 danni e riduce il costo di uno per ogni carta esaurita da chiunque nella run.
Il punto chiave è che Mega Crit ha anche ammorbidito lo scaling del blocco dei nemici specificamente nella modalità a due player, rendendo gli scontri leggermente meno punitivi quando si gioca con un solo partner. Questo tweak, unito a carte che premiano attivamente il coordinamento e la comunicazione, suggerisce che lo studio stia spingendo la co-op verso uno stile di gioco più combo-driven ed espressivo, rispetto alla cauta esperienza in singolo su cui il gioco originale ha costruito la sua reputazione.
Resta da vedere se questa direzione di design verrà mantenuta o corretta nelle patch future. Mega Crit ha dimostrato di essere pronta a cambiare rotta rapidamente quando qualcosa non funziona, e alcune di queste nuove aggiunte sono così forti che è probabile l'arrivo di alcuni nerf prima ancora che lascino il beta branch.
Per i player che vogliono approfondire le nuove meccaniche co-op o ripassare le sinergie tra le classi prima che la patch arrivi sul branch principale, le guide di Slay the Spire coprono i sistemi principali nel dettaglio. Sono disponibili anche gaming guide più ampie se state provando altri roguelike ispirati allo stesso spazio di design da cui Giovannetti ha attinto silenziosamente.








