Il Build Engine ha dato vita ad alcuni dei più importanti sparatutto in prima persona mai realizzati. Duke Nukem 3D, Blood, Shadow Warrior, PowerSlave. Ma prima del lancio di tutti questi titoli, c'era Witchaven, un dungeon crawler incentrato sul combattimento corpo a corpo sviluppato da Capstone Software, che occupa un posto specifico e discretamente significativo nella storia del gaming. E sta per sparire dagli store digitali.

Il debutto di Witchaven sul Build Engine
Il publisher revivalista SNEG ha annunciato che sia Witchaven che il suo sequel, Witchaven 2: Blood Vengeance, verranno rimossi da Steam e GOG il 15 giugno. Non è stata fornita alcuna spiegazione per la rimozione. SNEG non ha comunicato se si tratti della scadenza di una licenza, dell'arrivo di eventuali remaster o se questi giochi siano semplicemente destinati a sparire per sempre.
Perché Witchaven è stato importante
Quando Witchaven è uscito nel settembre 1995, è diventato il primo gioco a utilizzare legalmente il Build Engine di Ken Silverman. Si tratta della tecnologia che avrebbe poi definito un'intera era di sparatutto per PC, e Witchaven ci è arrivato per primo, anticipando Duke Nukem 3D di diversi mesi.
Il contesto è fondamentale. Uno studio taiwanese chiamato Accend aveva utilizzato il Build Engine senza autorizzazione nel 1994 per Rock 'n' Shaolin: Legend of the Seven Paladins 3D, dopo aver ottenuto l'accesso a una versione preliminare durante le negoziazioni di licenza con 3D Realms, poi naufragate. Witchaven è stato il primo gioco a farlo correttamente, con un accordo legittimo. La seconda release basata su Build Engine è stata anch'essa un titolo Capstone: William Shatner's TekWar.
Witchaven in sé è uno slasher in prima persona liberamente ispirato a una serie di mappe per dungeon di Dungeons and Dragons pubblicate da Wyrm Works. Si interpreta un cavaliere che si fa strada attraverso un vulcano popolato da goblin, streghe e vari nemici, combattendo principalmente con armi da mischia come mazze chiodate e asce da battaglia che si degradano e si rompono col tempo. Sono presenti un arco e una manciata di incantesimi, ma il focus è sul combattimento ravvicinato, notoriamente difficile da gestire nei giochi in prima persona di quell'epoca.
Le critiche contemporanee a Witchaven 2 nel 1996 notavano che il personaggio "scivolava fino a fermarsi, come un'auto con i freni rotti", e i problemi di controllo rendevano il movimento preciso una battaglia costante. La stessa recensione trovava però momenti degni di nota, come i nemici che reagivano se colti di sorpresa, litigando tra loro prima di avvistare il giocatore o apparendo sinceramente spaventati quando una porta veniva aperta improvvisamente davanti a loro mentre erano disarmati. Il verdetto finale fu un 58% e la frase "un maiale vestito resta pur sempre un maiale", che onestamente riassume tutto.
La finestra di rimozione e i prezzi attuali
Entrambi i giochi sono attualmente in saldo prima della rimozione del 15 giugno. Su Steam, il bundle di Witchaven I e II è scontato del 89%. Su GOG, lo stesso bundle è proposto con uno sconto del 90%, che risulta leggermente più conveniente in termini assoluti dato che il prezzo base su GOG è inferiore fin dall'inizio.
SNEG non ha rilasciato commenti su cosa accadrà dopo il 15 giugno. Esiste la possibilità di remaster, dato che i publisher revivalisti spesso rimuovono gli originali prima di lanciare versioni aggiornate, ma non c'è nulla di confermato. L'assenza di spiegazioni è, al momento, l'intera storia.
Perché vale la pena prestarci attenzione, oltre la nostalgia
I giochi di Witchaven non sono classici intramontabili. Sono usciti con problemi evidenti e non sono mai stati considerati allo stesso livello dei titoli basati su Build Engine che li hanno seguiti. Tuttavia, rappresentano una testimonianza documentata di come quella tecnologia abbia preso il volo e, una volta spariti dagli store, l'accesso diventerà molto più difficile per chiunque voglia ripercorrere quella storia.
La discendenza del Build Engine corre direttamente da Witchaven fino a Duke Nukem 3D e oltre; i giochi d'avventura e i titoli d'azione dell'era PC di metà anni '90 sono stati fortemente influenzati da ciò che gli sviluppatori hanno imparato spingendo quella tecnologia. Perdere anche i titoli più grezzi di quel periodo rende il registro storico più povero.
Per i fan di Bubsy 4D e di altre curiosità della stessa epoca di sviluppo sperimentale in 3D, la situazione di Witchaven è un promemoria di quanto velocemente i giochi di nicchia degli anni '90 possano diventare del tutto irraggiungibili. Dai un'occhiata alle guide di Bubsy 4D se vuoi riscoprire un'altra stranezza di quel periodo finché è ancora accessibile.
Il 15 giugno è la data da segnare sul calendario. Dopodiché, Witchaven si unirà alla crescente lista di giochi che esistono nei libri di storia, ma non su alcuno store facilmente raggiungibile.









