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Il game director di Overwatch celebra l'anniversario con una origin story

Per il 10° anniversario, Aaron Keller ripercorre la storia di Overwatch, dalla cancellazione di Project Titan al lancio ufficiale del gioco.

Eliza Crichton-Stuart

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Aggiornato

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"Questo mondo significa tantissimo per noi, e per me personalmente", ha scritto Aaron Keller, game director di Overwatch, in un sentito thread sui social media per celebrare il decimo anniversario del gioco. A dieci anni dal lancio, Keller non si limita a festeggiare con eventi in-game. Sta riportando la community alle origini di tutto.

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Dalle ceneri di Project Titan

Le origini di Overwatch rappresentano una delle storie più affascinanti del gaming moderno. Dopo che Blizzard cancellò il suo ambizioso progetto MMO, nome in codice Project Titan, nel 2013, il team di sviluppo si ritrovò a un bivio. Ciò che emerge dal thread celebrativo di Keller è la rapidità con cui il team ha cambiato rotta. Il Team 4 ha iniziato a lavorare a quello che sarebbe diventato Overwatch a metà 2013, e il primo concept art condiviso da Keller non proveniva nemmeno da Overwatch. Apparteneva a un gioco separato che il team aveva esplorato subito dopo la cancellazione di Titan, un titolo mai pubblicato ma che ha chiaramente gettato le basi. È possibile scorgere il DNA di quello che sarebbe diventato Cole Cassidy in quegli schizzi iniziali, con una silhouette rimasta quasi invariata tra quel progetto scartato e l'eroe finale.

Il team diede al nuovo progetto il nome in codice Prometheus, definendosi i Prometheans. C'è qualcosa di poetico nel dare a un progetto il nome del titano che portò il fuoco all'umanità, subito dopo che il precedente progetto, chiamato Titan, era andato in fumo.

Sei settimane, un pitch e una stanza che ha cambiato idea

La timeline merita una riflessione. Il Team 4 ha avuto solo una manciata di settimane per preparare un pitch su cosa potesse diventare Overwatch. Quel pitch, in particolare il design dei personaggi, è ciò che Keller identifica come il punto di svolta. Lo descrive come il momento in cui "la stanza è passata dallo scetticismo all'entusiasmo". Considerando quanto sia diventato iconico il roster di Overwatch, il riscontro è immediato. Il design dei personaggi era abbastanza incisivo da vendere un concept che non esisteva ancora del tutto.

Da lì, il team si è concentrato sui fondamentali: scala dei personaggi e dell'ambiente, feeling del combattimento e quei piccoli ma significativi dettagli che avrebbero definito la leggibilità del gioco. Uno dei primi lavori evidenziati da Keller è stato uno studio su come visualizzare la salute bassa sullo schermo. Quel tipo di approccio, l'attenzione ossessiva nel comunicare le informazioni in modo chiaro senza sovraccaricare l'UI, è diventato una delle qualità distintive di Overwatch. Lo schermo che si colora quando subisci danni, i segnali audio che ti avvisano che una ultimate si sta caricando nelle vicinanze, le barre della salute che non risultano mai invasive. Nulla di tutto ciò è accaduto per caso.

Anubis: la prima vera mappa

Anubis: la prima vera mappa

Mappe cartacee e il primo vero livello

Keller ha anche ripercorso il processo di sviluppo iniziale delle mappe. Il team ha lavorato per mesi su carta prima che il motore fosse pronto, prototipando i layout di quelle che sarebbero diventate alcune delle location più riconoscibili del gioco. King's Row appare in quei primi mockup, già ben delineata. Lo stesso vale per Anubis, che Keller sottolinea essere stata la prima vera mappa costruita una volta ricostruito il motore dalle ceneri di Project Titan.

Il dettaglio su Anubis è piccolo ma significativo. La mappa che è diventata il primo ambiente di test funzionale del team non era la più appariscente o la più amata sul lungo periodo, ma è stata la base su cui è stato costruito tutto il resto.

Dieci anni di resilienza

Ciò che il thread di Keller cattura, oltre alla nostalgia, è quanto dell'identità di Overwatch sia stata forgiata sotto pressione. Il gioco è nato da una cancellazione, un pitch affrettato e un motore che doveva essere ricostruito da zero. Il fatto che sia stato lanciato come uno degli shooter più rifiniti della sua epoca la dice lunga su ciò che quel team è riuscito a realizzare.

Keller ha chiuso il suo thread con grande calore: "Sono così grato alla nostra community, ai suoi gamer, passati, presenti e futuri. Spero sinceramente che tra 10 anni festeggeremo un altro decennio insieme".

I festeggiamenti per il decimo anniversario sono ancora in corso, con il Team 4 che continua ad aggiungere contenuti e ricompense all'evento in-game. Se stai tornando a giocare o vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità, l'hub delle guide di Overwatch ti offre tutto il necessario su eroi, abilità ed eventi più recenti.

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aggiornato

maggio 27º 2026

pubblicato

maggio 27º 2026

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