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Power to Players Act: la proposta USA per la proprietà dei videogiochi

Il Power to Players Act, proposto da Ritchie Torres, mira a tutelare la proprietà dei giochi, garantendone la fruibilità anche dopo la chiusura dei server.

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NBA 2K25 evidenzia il problema della proprietà dei videogiochi
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Una nuova proposta di legge presentata dal rappresentante statunitense Ritchie Torres mira a rafforzare i diritti di proprietà sui videogiochi, imponendo ai publisher di garantire che i gamer possano continuare a giocare ai titoli acquistati anche dopo la fine del supporto ufficiale.

La proposta di legge, denominata Power to Players Act, darebbe mandato alla Federal Trade Commission (FTC) di introdurre misure per impedire ai publisher di revocare l'accesso ai giochi acquistati in seguito alla dismissione dei servizi online. La proposta cerca di stabilire una distinzione netta tra l'acquisto di un videogioco e l'ottenimento di una licenza che può essere revocata in qualsiasi momento.

Torres, democratico in rappresentanza dello stato di New York, ha sostenuto che i consumatori dovrebbero mantenere il diritto di possedere, giocare e trasferire i giochi acquistati. In una dichiarazione che annuncia il disegno di legge, ha affermato che i player dovrebbero poter continuare ad accedere ai propri titoli molto tempo dopo che i publisher sono passati ad altri progetti.

“Quando paghi per un gioco, dovresti esserne il proprietario”, ha detto Torres. Ha aggiunto che la legislazione contribuirebbe a garantire che i consumatori mantengano l'accesso ai propri acquisti invece di perderli quando un'azienda chiude i propri servizi.

Parlando con Kotaku, Torres ha descritto la proposta come un ritorno a una norma storica in cui i player potevano continuare a utilizzare i giochi acquistati. Ha sostenuto che i consumatori non dovrebbero perdere l'accesso a un prodotto semplicemente perché il publisher decide di interromperne il supporto.

NBA 2K25 evidenzia il problema della proprietà dei videogiochi

L'annuncio ha citato NBA 2K25 come esempio delle problematiche che il Power to Players Act cerca di risolvere. Rilasciato il 6 settembre 2025, il titolo di basket è destinato a diventare ingiocabile il 31 dicembre 2026, in seguito alla prevista chiusura dei server.

L'esempio evidenzia una crescente preoccupazione tra i gamer che acquistano titoli dipendenti dall'infrastruttura online. Quando tali servizi vengono interrotti, alcuni titoli possono diventare inaccessibili nonostante i consumatori li abbiano regolarmente pagati.

La proposta di legge mira a prevenire situazioni simili imponendo ai giochi che dipendono dai server online di fornire modalità offline. Ciò consentirebbe ai player di continuare a utilizzare i propri acquisti dopo che i publisher avranno interrotto i servizi online.

Tuttavia, il testo completo del disegno di legge non è stato ancora reso pubblico, rendendo difficile determinare con precisione come funzionerebbero i suoi requisiti o come verrebbero applicati.

La preservazione dei videogiochi diventa una preoccupazione crescente

Il Power to Players Act arriva nel mezzo di discussioni più ampie sulla proprietà digitale, sui supporti fisici e sulla preservazione dei videogiochi. Campagne come Stop Killing Games hanno chiesto modifiche alle pratiche del settore che possono rendere i giochi acquistati ingiocabili quando i publisher ritirano il supporto.

Anche le release fisiche dei giochi sono entrate nel dibattito. Alcuni consumatori hanno espresso preoccupazione in seguito all'annuncio di Sony riguardo ai piani di interrompere le pubblicazioni fisiche di alcuni giochi PlayStation.

Secondo il più recente rapporto sugli utili finanziari di Sony citato nell'annuncio, i download digitali hanno rappresentato il 82% delle vendite totali di giochi completi su PlayStation 4 e PlayStation 5 durante l'anno fiscale di riferimento. Il dato illustra quanto pesantemente il mercato faccia ormai affidamento sulla distribuzione digitale.

I dischi fisici possono aiutare a preservare l'accesso ai giochi, in particolare quando le versioni digitali vengono rimosse dagli store online. Tuttavia, il supporto fisico non garantisce necessariamente la proprietà permanente o la funzionalità continua.

Molti giochi richiedono server online per funzionare, anche se acquistati su disco. Inoltre, i contratti di licenza per l'utente finale (EULA) generalmente concedono ai consumatori una licenza per utilizzare il software piuttosto che una proprietà illimitata del gioco stesso.

Anche aggiornamenti e patch possono complicare gli sforzi di preservazione. In alcuni casi, la versione originariamente rilasciata su disco differisce sostanzialmente dalla versione che i player sperimentano dopo i successivi aggiornamenti. Di conseguenza, preservare la release fisica originale potrebbe non essere sufficiente per mantenere l'accesso al gioco completo così come era stato concepito.

Queste limitazioni hanno sollecitato nuove richieste di una legislazione che stabilisca requisiti più chiari per i publisher e protegga i consumatori quando i giochi raggiungono la fine del loro ciclo di vita commerciale.

Il Power to Players Act potrebbe affrontare sfide tecniche

Sebbene il Power to Players Act non sembri richiedere ai publisher di mantenere i server online a tempo indeterminato, il suo requisito proposto di gioco offline potrebbe presentare sfide tecniche.

Alcuni giochi sono progettati attorno a una connettività online persistente, con sistemi di gameplay essenziali che operano su server remoti. Introdurre una modalità offline dopo lo sviluppo potrebbe quindi richiedere modifiche significative all'architettura di un gioco, a seconda di come i suoi sistemi sono stati implementati.

Sviluppatori e publisher hanno precedentemente criticato le proposte che richiederebbero loro di gestire i server a tempo indeterminato, citando i costi correnti e le responsabilità tecniche coinvolte. Il Power to Players Act sembra adottare un approccio diverso, concentrandosi sulla giocabilità continua piuttosto che sul funzionamento permanente dei server.

Tuttavia, richiedere la funzionalità offline in giochi progettati esclusivamente attorno ai servizi online potrebbe comunque creare notevoli sfide di sviluppo. L'entità di tali sfide dipenderà dalla formulazione finale della legge e da come la FTC implementerà i suoi requisiti.

La proposta deve affrontare anche ostacoli legislativi. Presentare un disegno di legge non garantisce che diventerà legge, e molte misure proposte non arrivano mai al voto. Fino a quando non sarà disponibile il testo completo, rimangono dubbi sulla portata della legislazione, sull'applicazione e sull'impatto pratico su sviluppatori e publisher.

Gli strumenti di IA potrebbero complicare il dibattito sulla preservazione

Il dibattito sulla proprietà dei videogiochi si sta svolgendo anche parallelamente ai progressi nell'intelligenza artificiale e negli strumenti di codifica specializzati. Queste tecnologie hanno sempre più abilitato progetti che coinvolgono la decompilazione, la ricostruzione e la modifica di giochi più datati e contemporanei.

Tali progetti sollevano ulteriori interrogativi sulla preservazione del software, sul copyright e sui confini legali della ricreazione di giochi che non sono più ufficialmente supportati. La loro crescente portata potrebbe rendere l'applicazione più difficile e introdurre nuove considerazioni per i legislatori che cercano di proteggere i consumatori rispettando al contempo i diritti di proprietà intellettuale.

Il Power to Players Act rappresenta un ulteriore tentativo di affrontare l'accessibilità a lungo termine dei videogiochi acquistati attraverso la legislazione. Resta da vedere se riuscirà a stabilire tutele della proprietà applicabili senza imporre requisiti tecnici impraticabili agli sviluppatori.

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