Secondo gli analisti, il boicottaggio PSBlackout non ha inciso su PlayStation

L'analista Mat Piscatella di Circana conferma che il boicottaggio PSBlackout non ha avuto alcun impatto misurabile sul coinvolgimento dei giocatori negli Stati Uniti.

Eliza Crichton-Stuart

Eliza Crichton-Stuart

Aggiornato

Generic June 2026
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Migliaia di fan di PlayStation si sono organizzati, hanno scelto una data e hanno deciso di staccare la spina. Il risultato? Sony non se n'è nemmeno accorta.

Il boicottaggio PSBlackout è iniziato ufficialmente il 23 agosto, organizzato da gamer furiosi per l'annuncio di Sony di inizio estate riguardo lo stop alla produzione di dischi fisici per i nuovi giochi PlayStation entro il 2028. Il movimento si è diffuso sui social media con un messaggio chiaro: "Vogliamo che i giochi fisici restino! Un futuro solo digitale senza proprietà e tutele per i consumatori è inaccettabile!"

Il punto, però, è un altro. Non ha sortito alcun effetto.

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Cosa dicono davvero i dati

Mat Piscatella, analista veterano del settore e responsabile gaming di Circana, ha risposto direttamente a un giocatore che chiedeva se avesse notato un cambiamento misurabile legato al boicottaggio. La sua risposta è stata secca: "No. Non c'è stato alcun cambiamento significativo nel numero di giocatori o nel loro engagement nei nostri sistemi di monitoraggio."

Circana traccia la spesa dei consumatori e l'engagement sulle piattaforme gaming negli Stati Uniti, rendendo Piscatella una delle voci più autorevoli per questo tipo di dati. Se il boicottaggio avesse smosso qualcosa di rilevante nel mercato statunitense, lo avrebbe visto. Non è successo.

Il tempismo è fondamentale. Il PSBlackout è stato concepito come un movimento incentrato sugli Stati Uniti, con gran parte dell'organizzazione avvenuta su piattaforme in lingua inglese. Questo rende il monitoraggio di Circana, focalizzato sugli USA, un indicatore diretto dell'efficacia della campagna.

Perché Sony probabilmente non si è mai preoccupata

Il CFO di Sony, Lin Tao, lo aveva già fatto intendere a fine luglio, confermando il piano di eliminazione graduale dei dischi nonostante quelle che ha definito "opinioni forti" da parte della community. La sua posizione è stata diretta: "Non prevediamo alcun impatto negativo sul nostro business."

Quella sicurezza appare ora ben fondata. I numeri monitorati da Piscatella le danno ragione.

Il contesto generale rende la cosa poco sorprendente, anche se frustrante per i sostenitori del supporto fisico. I dati Circana di inizio anno hanno mostrato che solo 7 giochi PlayStation hanno venduto oltre 100.000 copie fisiche negli Stati Uniti nell'intero anno, una cifra che illustra quanto il mercato si sia già spostato verso il digitale. Sony non sta abbandonando i dischi per capriccio; i dati di vendita puntano in questa direzione da anni.

Il divario tra il rumore online e il comportamento reale

Ciò che la maggior parte dei giocatori ignora in situazioni come questa è la differenza tra il momentum sui social media e l'effettivo comportamento d'acquisto. Il PSBlackout ha generato molto rumore online, con sezioni commenti inondate e i post di PlayStation bombardati da risposte del tipo "niente disco, niente acquisto". Ma trasformare quell'energia in un calo coordinato e prolungato dell'engagement è una sfida completamente diversa.

I boicottaggi contro i grandi detentori di piattaforme hanno una storia difficile. La base installata è troppo vasta, i giochi troppo avvincenti e le abitudini troppo radicate perché una campagna di poche settimane possa essere rilevata dai dati monitorati da Circana. Sony ha centinaia di milioni di giocatori nel suo ecosistema globale. Anche se qualche centinaio di migliaia di persone decidesse di astenersi per un mese, si tratterebbe di un errore statistico.

Il programma di conversione da disco a digitale di Microsoft per Xbox dimostra che l'industria si sta muovendo in un'unica direzione, indipendentemente dalla piattaforma. Il passaggio dal fisico al digitale non è una decisione specifica di Sony; è una realtà di mercato a cui ogni grande publisher e detentore di piattaforma si sta adeguando.

I sostenitori del supporto fisico hanno ancora argomentazioni valide sui diritti dei consumatori e sulla conservazione dei giochi. Queste preoccupazioni non svaniscono solo perché un boicottaggio non è riuscito a scalfire le metriche di engagement. Tuttavia, la strada per cambiare la direzione di Sony, se esiste, passa probabilmente attraverso la pressione normativa e la difesa della conservazione, piuttosto che attraverso un blackout coordinato sui social media.

Se giochi su PlayStation e vuoi ottenere il massimo da ciò che è disponibile ora, dai un'occhiata alle nostre gaming guides per gli ultimi consigli sui titoli di punta della piattaforma, inclusa la nostra analisi sulla compatibilità cross-gen di Black Ops 2 tra PS4 e PS5 per i giocatori che si orientano nell'attuale lineup hardware di Sony.

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aggiornato

settembre 15º 2026

pubblicato

settembre 15º 2026

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