"Non c'era davvero un gioco o un team di sviluppo quando abbiamo lavorato a quel trailer, era tutto ancora troppo acerbo. Il gioco era solo un documento Word."
Queste sono le parole di Phillip Holt, studio head di Undead Labs, rilasciate in una recente intervista riguardo al trailer di presentazione del 2020 di State of Decay 3. A sei anni di distanza da quel filmato in CG mostrato durante lo showcase di Xbox, i fan hanno finalmente la conferma di ciò che molti sospettavano: il trailer era un concept pitch, non un'anteprima di un gioco effettivamente in produzione.
Cos'era davvero il trailer del 2020
Il reveal trailer, prodotto dallo studio di animazione Blur, era interamente in pre-render. Nessun filmato in-engine. Nessun gameplay reale. Holt ha confermato che il team all'epoca era composto da sole quattro o cinque persone e che il "gioco" non era altro che un concept scritto. Il trailer rappresentava idee che il team trovava interessanti da esplorare, non un design document o una vertical slice di qualcosa già in fase di costruzione.
Il punto è questo: è una pratica molto più comune di quanto i publisher amino ammettere. I trailer di annuncio in CG vengono spesso utilizzati per definire una direzione creativa e generare interesse nel pubblico prima ancora che inizi la produzione vera e propria. Ciò che rende questo caso degno di nota è l'enorme divario tra percezione e realtà. Quel cervo che si decomponeva nella neve sembrava dare il tono all'intero progetto. Si è scoperto che era più che altro una mood board.
Niente cervi zombie
Una delle immagini più memorabili di quel trailer del 2020 era un cervo zombie, che ha scatenato immediatamente speculazioni sulla presenza di animali infetti come meccanica di gameplay. Holt ha risposto direttamente: "Niente cervi zombie".
Alcuni dei concept del trailer del 2020 saranno presenti nel gioco finale, ha precisato, ma l'idea della fauna selvatica zombie è stata completamente abbandonata. Il team ha avuto anni per sviluppare il design effettivo e quella particolare direzione non è sopravvissuta al passaggio alla produzione reale.
Dal documento Word all'alpha playtest
Il tempismo dell'ammissione di Holt merita attenzione. Questa intervista è arrivata insieme all'annuncio dell'apertura delle iscrizioni per l'alpha playtest, il che segnala che il gioco ha raggiunto una fase in cui Undead Labs si sente abbastanza sicura da mostrarlo ai giocatori reali. Si tratta di un cambiamento significativo dopo anni di silenzio quasi totale sul progetto.
Un aggiornamento sullo sviluppo di inizio anno ha sottolineato che il capo di Xbox Game Studios ha visitato Undead Labs ripetutamente in un periodo di sei-otto mesi, suggerendo che il progetto avesse un vero slancio interno prima ancora che tutto ciò diventasse pubblico. L'alpha playtest è il primo passo concreto verso la possibilità per i giocatori di mettere finalmente le mani sul titolo.

Iscrizioni all'alpha aperte
Cosa riserva il futuro per il gioco
Non è stata confermata alcuna data di uscita. Ciò che sfugge alla maggior parte dei giocatori in situazioni come questa è che un alpha playtest, specialmente uno che richiede l'iscrizione invece di essere aperto a tutti, è ancora una milestone pubblica molto precoce. Non significa che il gioco sia vicino al lancio.
Lo showcase del Summer Game Fest di Xbox previsto per quest'anno è una finestra temporale ragionevole per aspettarsi qualcosa di più, possibilmente includendo filmati di gameplay reale. Dopo sei anni di trailer in CG e quasi totale silenzio, anche una breve clip di gameplay rappresenterebbe un importante passo avanti per una fanbase che ha atteso pazientemente (e a volte non così pazientemente) qualsiasi segno di vita da questo progetto.
I risultati dell'alpha test e i successivi annunci varranno la pena di essere seguiti con attenzione, mentre State of Decay 3 passa finalmente da concept a qualcosa a cui potrai effettivamente giocare. Assicurati di dare un'occhiata a:








