"Non ci aiutano mai", ha dichiarato chiaramente Todd Howard quando gli è stato chiesto dei leak sui giochi. "E non aiutano nemmeno il pubblico".
È l'executive producer di Bethesda che va dritto al punto in una recente intervista, usando The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered come esempio principale del perché i leak creino più problemi che hype.
Quando anni di rumor si ritorcono contro
Oblivion Remastered non era esattamente un segreto. I documenti legali di Microsoft, trapelati durante il procedimento FTC, avevano messo in allerta il mondo del gaming riguardo a una remaster sia di Oblivion che di Fallout 3 anni prima di qualsiasi conferma ufficiale. È un lasso di tempo lunghissimo in cui le speculazioni possono proliferare.
Howard vede questo prolungato periodo di rumor come il problema principale. Quando i giocatori vengono a conoscenza di una remaster con anni di anticipo, ognuno costruisce la propria versione di come dovrebbe essere. È un remake completo? Un semplice upscale? Un restyling grafico a metà strada? "Se senti che lo stiamo rimasterizzando, il gioco che hai in testa... ognuno avrà una versione diversa di cosa sia", ha spiegato. "E penso che questo crei un po' di ansia per i nostri giocatori".
Quell'ansia non è solo frustrazione. Modella le aspettative in modi che nessun prodotto finito può soddisfare appieno, perché il prodotto che la gente ha immaginato non è mai esistito.
Lo shadow drop come risposta diretta
È esattamente per questo che Bethesda ha scelto di lanciare praticamente in shadow drop Oblivion Remastered l'anno scorso. Howard è stato diretto riguardo alle motivazioni: lo studio "voleva che il tempo tra 'ecco cos'è' e 'puoi giocarci' fosse pari a zero".
Nessuna finestra di reveal prolungata. Nessun mese di dibattito nella community sul fatto che sia un remake o una remaster. Nessun tempo perché la disinformazione metta radici. Lo vedi, ed è già nelle tue mani.
È un cambiamento notevole rispetto a come vengono gestite la maggior parte delle major release. Lo standard del settore prevede una lunga campagna marketing, trailer, diari degli sviluppatori e una lenta attesa verso il lancio. Bethesda ha scelto la direzione opposta e, secondo Howard, ha dato i suoi frutti. "È stato incredibilmente di successo", ha detto.

Nuovo look, classiche build del personaggio
Cosa significa questo per le future remaster di Bethesda
Il successo dello shadow drop di Oblivion Remastered ha chiaramente fatto riflettere Bethesda. Howard non si è sbilanciato su nulla di specifico, ma ha riconosciuto che la questione è ora sul tavolo: "Ci saranno remaster in futuro dei nostri giochi? Quali potrebbero essere? Come potremmo approcciarle? Stiamo pensando a tutto questo".
Non è una conferma, ma non è nemmeno un rifiuto. L'originale The Elder Scrolls IV: Oblivion è uscito nel 2006, e non è l'unico titolo nel catalogo Bethesda che i fan sperano di vedere rivisitato.
Per quanto riguarda The Elder Scrolls 6, Howard ha ribadito che non c'è fretta, sottolineando che Bethesda ha il vantaggio di avere milioni di gamer ancora attivamente coinvolti nei suoi giochi esistenti. Quella pazienza, unita alla volontà di effettuare shadow drop quando è il momento giusto, suggerisce che lo studio stia valutando attentamente come e quando portare alla luce i suoi prossimi grandi progetti.
Per ora, tenete d'occhio le news sul gaming per eventuali futuri annunci di Bethesda, perché se dipendesse da Howard, il prossimo reveal potrebbe arrivare nelle vostre mani prima ancora che il circolo dei rumor inizi a girare. Assicuratevi di dare un'occhiata a:








