A quattro anni dalla sua uscita, Elden Ring fa ancora parlare di sé per quanto è bello da vedere. E non è poco, specialmente quando giochi come Crimson Desert alzano l'asticella della pura fedeltà visiva. Qual è allora il segreto?
Akira "Akiman" Yasuda, il veterano Capcom meglio conosciuto per aver disegnato l'iconico roster di personaggi di Street Fighter, pensa di avere la risposta. Ed è un'opinione più ponderata di quanto ci si potrebbe aspettare da un tweet.
Cosa ha detto Akiman
Akiman ha risposto a un confronto visivo tra Elden Ring e Crimson Desert su X all'inizio di questa settimana. Il post, tradotto da Automaton, va dritto al punto: "Normalmente, man mano che il livello di fedeltà aumenta, allo spettatore rimane sempre meno spazio per integrare ciò che vede con la propria immaginazione. Tuttavia, la grafica in Elden Ring è progettata con un attento controllo del livello di fedeltà ad ogni svolta, in un modo che assicura che l'immaginazione dello spettatore sia costantemente stimolata al massimo."
Inoltre, sottolinea in particolare l'uso da parte di FromSoftware della prospettiva atmosferica, una tecnica artistica classica in cui gli oggetti distanti perdono contrasto, dettaglio e saturazione del colore per creare l'illusione della profondità. I pittori la usano da secoli. FromSoftware l'ha semplicemente applicata a un mondo di videogiochi.
La sua conclusione: "Questo è ciò che significa essere bravi nell'arte."
È un grande complimento da parte di qualcuno che ha passato anni a plasmare l'identità visiva di Street Fighter II.
Il paradosso della fedeltà
Ecco la cosa che la maggior parte dei giocatori si perde quando discute di grafica: una risoluzione più alta non significa automaticamente un maggiore coinvolgimento visivo. Il punto di Akiman è che quando ogni superficie è renderizzata con dettagli esaustivi, il tuo cervello smette di riempire gli spazi vuoti. Il mondo inizia a sentirsi completo, finito, quasi inerte.
Elden Ring fa il contrario. Le Terre Intermedie sono volutamente nebbiose in lontananza, con rovine semi-inghiottite dalla nebbia e strutture che suggeriscono la scala piuttosto che definirla esplicitamente. Il tuo cervello fa il resto. Quella torre parzialmente visibile all'orizzonte sembra più imponente di quanto sarebbe se ogni mattone fosse nitido.
Crimson Desert, per quello che vale, è davvero impressionante a livello tecnico. Pearl Abyss ha costruito qualcosa che spinge al massimo l'hardware attuale. Ma l'argomento di Akiman non è che Crimson Desert sembri brutto. È che la pura fedeltà e l'impatto artistico non sono la stessa misura.
Perché FromSoftware continua a vincere questa discussione
Questa non è la prima volta che la direzione artistica di Elden Ring viene citata come caso di studio. Il gioco è uscito all'inizio del 2022 e viene ancora citato nelle conversazioni sul design visivo proprio perché l'approccio di FromSoftware invecchia diversamente dai giochi fotorealistici. I titoli che inseguono la massima fedeltà possono iniziare a sembrare datati nel giro di una generazione di console. La direzione artistica che coinvolge l'immaginazione tende a resistere più a lungo.
La chiave qui è l'intenzionalità. Akiman non sta dicendo che Elden Ring abbia una grafica brutta che in qualche modo sembra bella. Sta dicendo che ogni decisione visiva, dalla densità della nebbia all'ammorbidimento della geometria lontana, è stata presa tenendo conto della percezione dello spettatore. Questa è una filosofia di design, non una limitazione tecnica.
Con Elden Ring Tarnished Edition in arrivo su Nintendo Switch 2, questa conversazione ha un peso pratico. Una recente prova sul campo ha notato che la porta gira bene ma mostra "visivi leggermente scattosi" in alcuni punti. Se l'analisi di Akiman regge, la domanda non è solo se lo Switch 2 possa raggiungere una risoluzione target. È se gli effetti atmosferici che rendono le Terre Intermedie vive sopravvivano intatti al downgrade hardware.





