Microsoft sta vivendo un giugno davvero complicato. Il titolo in borsa dell'azienda è sceso di circa 20% questo mese, avviandosi verso la peggior performance mensile dal dicembre 2000, quando le azioni crollarono di 24%. Non si tratta di un dettaglio trascurabile. È un punto critico che tocca i minimi da 26 anni, proprio nel momento in cui la Xbox CEO Asha Sharma sta spingendo per quello che definisce un "reset" dell'intero business Xbox.

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I numeri dietro il crollo
Un anno fa, Microsoft vantava una capitalizzazione di mercato di circa $4 trilioni. Oggi quella cifra è scesa a circa $2.75 trilioni, un calo di oltre 25% in dodici mesi. È il crollo di giugno, però, a far discutere.
Il punto è questo: Microsoft ha continuato a far crescere i ricavi e a superare le stime di Wall Street in questo periodo. Il titolo non sta perdendo valore perché l'azienda è in perdita. Il problema principale sembrano essere le spese in conto capitale. Microsoft sta investendo somme enormi nell'infrastruttura AI, e questa spesa comprime il free cash flow, limitando la capacità dell'azienda di remunerare gli azionisti tramite dividendi e buyback. Gli investitori tendono a punire questo tipo di spese quando non vedono un ritorno a breve termine.
Xbox, all'interno di questo gigantesco meccanismo aziendale, si trova nel fuoco incrociato.
Cosa significa davvero il reset di Xbox
Il reset di Sharma non è solo un rebrand o una nota organizzativa. Il quadro che sta emergendo punta a licenziamenti, chiusure di studi e cancellazioni di titoli. La Microsoft CFO Amy Hood avrebbe richiesto tagli a Xbox per compensare le perdite, e l'anno fiscale che si chiude il 30 giugno è stato indicato come il momento chiave per l'arrivo di questi annunci.
Il costo umano è reale. Studi amati dai gamer sarebbero a rischio, e il personale di diversi team sta affrontando un periodo di incertezza. Per i player che hanno seguito da vicino le esclusive Xbox, il rischio di chiusura degli studi è la parte più allarmante di questa storia.
Per contesto, quella cifra di 3% è arrivata direttamente dalla stessa Sharma. Il reporter Jason Schreier ha fatto notare che margini del 3% non sono intrinsecamente disastrosi per un business, ma il confronto con le altre divisioni di Microsoft rende difficile vincere la battaglia interna per gli investimenti in Xbox.
Perché la posizione di Xbox in Microsoft rende tutto più difficile
Xbox non è un'azienda indipendente che cerca di sopravvivere. È una divisione all'interno di una delle più grandi multinazionali al mondo, e questo è un'arma a doppio taglio. Da un lato, ha accesso a risorse enormi. Dall'altro, deve giustificare la propria esistenza rispetto a business come Azure e Microsoft 365, che generano margini che Xbox semplicemente non può eguagliare.
Gli aumenti di prezzo di Game Pass nel 2025 hanno portato a milioni di cancellazioni di abbonamenti, e l'hardware Xbox continua a vendere una frazione rispetto ai volumi di PS5 e Nintendo Switch. Il problema della base installata della piattaforma significa che i giochi rilasciati come esclusive Xbox raggiungono un pubblico molto più ristretto, il che limita il potenziale di guadagno e fa sembrare peggiore, trimestre dopo trimestre, il ritorno sugli investimenti per quelle acquisizioni di studi miliardarie.
Uno scenario ipotizzato è lo spin-off di Xbox da Microsoft, che le permetterebbe di operare senza il costante confronto con le divisioni più redditizie dell'azienda. Non è chiaro se accadrà davvero, ma il fatto che se ne discuta segnala quanto sia diventata seria la pressione interna.
Cosa devono aspettarsi i player
Con la chiusura dell'anno fiscale di Microsoft oggi, 30 giugno, eventuali annunci formali sulla ristrutturazione di Xbox potrebbero arrivare molto presto. I player che hanno investito in esclusive Xbox, nel valore di Game Pass o in studi specifici dovrebbero tenere d'occhio ciò che verrà confermato nei prossimi giorni.
Se stai giocando su hardware Xbox in questo momento, l'esperienza quotidiana non cambierà dall'oggi al domani. I giochi già in fase di sviluppo verranno comunque pubblicati. Ma il piano a lungo termine, in particolare per i titoli di studi che potrebbero rischiare la chiusura, è seriamente in dubbio.
Per chiunque voglia rimanere aggiornato su cosa vale la pena giocare sulle varie piattaforme mentre la situazione Xbox evolve, le gaming guides coprono tutto, dalle impostazioni di performance su PS5 e Xbox per Battlefield REDSEC fino alle analisi delle simulazioni sportive come la simulazione del Super Bowl LX di Madden NFL 26. I giochi continuano ad arrivare a prescindere dalle decisioni dei boardroom, e così anche la nostra copertura.








