Panoramica
Gone Home ti mette nei panni di Katie Greenbriar, una studentessa universitaria che, di ritorno da un anno in Europa, trova la casa appena ereditata dalla sua famiglia completamente vuota. Nessuna festa di benvenuto, nessuna spiegazione, solo un biglietto della sorella minore Sam appuntato sulla porta d'ingresso che le chiede di non cercarla. È il 1995, la tempesta fuori infuria sempre di più e ogni stanza della villa dei Greenbriar custodisce un tassello di una storia che richiede una pazienza infinita per essere ricomposta.
Fullbright, uno studio fondato da ex sviluppatori di BioShock 2, ha pubblicato Gone Home nell'agosto 2013, attirando l'attenzione di tutti per aver fatto qualcosa che la maggior parte dei giochi dell'epoca si rifiutava di fare: avere fiducia nel fatto che il gamer potesse appassionarsi a persone comuni alle prese con problemi comuni. Nessun mostro in agguato in cantina. Nessun jump scare dietro le porte. La tensione qui nasce interamente dal non sapere cosa stai per scoprire.

Gameplay e meccaniche
Gone Home è un gioco di esplorazione interattiva nel senso più puro del termine. Non ci sono sistemi di combattimento, non ci sono schermate di game over e non ci sono timer. L'intera esperienza ruota attorno all'esplorazione fisica della casa:

- Apri qualsiasi armadietto, cassetto o porta
- Afferra e ruota gli oggetti per trovare dettagli nascosti
- Leggi lettere, diari e appunti lasciati in giro per la casa
- Ascolta le voci del diario di Sam attivate da scoperte chiave
- Ricostruisci tre diverse linee narrative grazie agli indizi ambientali
I comandi sono volutamente minimali. Su PC, mouse e tastiera gestiscono tutta l'interazione. Le versioni per console risultano altrettanto naturali con il controller. Il gioco rispetta il tuo tempo in modo unico: non c'è nulla di superfluo e ogni oggetto posizionato in una stanza è lì per un motivo preciso. Una fanzine riot grrrl infilata sotto un materasso ti dice qualcosa. Così come una pila di bollette scadute sul bancone della cucina.

Mondo e ambientazione
La casa dei Greenbriar si trova ad Arbor Hill, in Oregon, e porta con sé l'inconfondibile atmosfera della vita suburbana americana di metà anni '90. Videocassette, cartucce per Super Nintendo, messaggi sulla segreteria telefonica e un televisore che trasmette solo interferenze contribuiscono a rendere la casa autenticamente vissuta, non solo "arredata". L'ambientazione del 1995 non è casuale. La musica che ascolta Sam, il linguaggio che usa nel suo diario, i riferimenti culturali sparsi per la casa ancorano la storia a un momento specifico in cui tutto ciò aveva un peso ben preciso.
La casa è abbastanza grande da sembrare esplorabile, ma abbastanza raccolta da non farti mai perdere. Tre piani, una cantina, una soffitta, passaggi segreti dietro le librerie e una o due stanze segrete premiano i giocatori più attenti senza punire chi se li lascia sfuggire.
Visual e audio design
Fullbright ha costruito Gone Home sul motore Unity e lo stile visivo privilegia la leggibilità dei dettagli rispetto allo spettacolo grafico. Ogni superficie è chiara. Puoi leggere i dorsi dei libri, decifrare il testo di appunti scritti a mano ed esaminare le fotografie abbastanza da notare cosa c'è sullo sfondo. La direzione artistica punta tutto sul realismo domestico piuttosto che su velleità cinematografiche.
Il comparto audio porta con sé gran parte del peso emotivo. La colonna sonora originale di Chris Remo, disponibile separatamente su Bandcamp, oscilla tra un senso di inquietudine ambientale e un calore rassicurante, a seconda di dove ti trovi nella casa. La narrazione fuori campo di Sam, affidata a Sarah Grayson, dà concretezza all'intera esperienza. Il suono della pioggia contro le finestre non smette mai e, dopo un'ora, inizia a sembrare quasi una compagnia.

Impatto e eredità
Gone Home fa parte di quella ristretta cerchia di giochi che hanno cambiato radicalmente la percezione di ciò che un videogioco può essere. Ha contribuito a consacrare il "walking simulator" come un genere legittimo anziché un termine dispregiativo, e il suo approccio alla narrazione ambientale ha influenzato decine di titoli successivi. Solo la cronologia delle valutazioni su PlayStation 4 mostra quasi 29,000 recensioni con una media di 3.8 stelle, il che la dice lunga su quanto il gioco abbia viaggiato dal suo debutto su PC nel 2013.
Il gioco è disponibile su Windows, macOS, PS4, Xbox One, Nintendo Switch, iOS, Android, Steam e sull'Epic Games Store, con il commento degli sviluppatori incluso nelle versioni successive, che offre uno sguardo davvero interessante su come siano state prese determinate decisioni di design. Per chiunque sia interessato ai giochi narrativi o all'esplorazione guidata dalla storia, Gone Home rimane uno degli esempi più cristallini di questo genere che funziona esattamente come dovrebbe.





















