Le email emerse durante la fase di discovery in una causa antitrust in corso offrono uno spaccato sorprendente di come Valve operi dietro le quinte. Il caso, promosso da un gruppo di sviluppatori indipendenti che accusano Valve di soffocare la concorrenza nel mercato PC, ha portato alla luce comunicazioni interne che suggeriscono come l'azienda abbia fatto pressione sui principali publisher affinché mantenessero i prezzi su Steam in linea con, o inferiori a, quelli offerti altrove.

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Cosa sostengono realmente le email
Due casi spiccano tra i documenti depositati nella causa. Il primo riguarda Ubisoft e Rainbow Six Siege. A un certo punto, Ubisoft offrì uno Starter Pack da $15 per il gioco sul proprio store Uplay. Quella versione non era disponibile su Steam, il che significava che il punto di ingresso più economico sulla piattaforma di Valve era decisamente più alto. Valve avrebbe risposto minacciando di rimuovere tutte le edizioni di Rainbow Six Siege da Steam, dando a Ubisoft tempo fino alla fine del giorno lavorativo successivo per risolvere la discrepanza.
Una scadenza davvero stretta da imporre a uno dei publisher più grandi del settore.
Il secondo caso riguarda Warner Bros. e il lancio del 2017 di Middle-earth: Shadow of War. I pre-order del gioco furono apparentemente rimossi da Steam dopo che Valve stabilì che il prezzo era "significativamente più alto di quanto disponibile presso altri rivenditori per la stessa versione del gioco". David Haddad, allora presidente di Warner Bros. Interactive Entertainment, avrebbe trattato direttamente con Valve nel tentativo di risolvere la situazione senza ulteriori ripercussioni.
Queste accuse provengono da documenti depositati durante la fase di discovery di una causa in corso. Valve non è stata ritenuta responsabile di alcun illecito e il caso è ancora al vaglio dei tribunali.
La smentita interna di Valve sotto giuramento
Il punto è questo: la causa non si basa solo sulle email dei publisher. Kassidy Gerber, membro del team di business development di Valve, avrebbe negato sotto interrogatorio che Valve mantenesse una politica formale di price parity. Tale smentita è arrivata anche dopo che le è stata mostrata una dichiarazione che lei stessa aveva apparentemente rilasciato a uno degli sviluppatori che hanno intentato la causa.
Questa contraddizione sarà probabilmente uno dei momenti più significativi su cui i querelanti faranno leva man mano che il caso proseguirà.
Un pattern che continua a riemergere
Non è la prima volta che Valve affronta accuse di questo tipo. L'azienda è stata citata in giudizio in passato con l'accusa di utilizzare la posizione dominante di Steam sul mercato per impedire una reale concorrenza sui prezzi da parte di store PC rivali. Esiste anche una causa separata, più recente, depositata a New York contro Valve per le loot box di Counter-Strike 2 e Dota 2, con i querelanti che sostengono che tali meccaniche costituiscano gioco d'azzardo illegale.
Il pattern è importante. Ogni singola causa potrebbe essere archiviata o risolta con un accordo, ma l'accumularsi di accuse simili da parte di diverse parti, nel corso di diversi anni, indica una serie coerente di pratiche commerciali che le autorità di regolamentazione e i tribunali sono sempre più disposti a esaminare. Il paragone con le battaglie legali degli app store di Apple e Google non è casuale.
Per i PC gamer, la posta in gioco pratica è chiara. Se i publisher subiscono pressioni per mantenere i prezzi di Steam in parità con ogni altro store, l'incentivo a competere realmente sul prezzo svanisce. Store come Epic Games Store, GOG o il launcher proprietario di un publisher possono offrire offerte vantaggiose solo se i publisher che li utilizzano non temono di scatenare una reazione da parte di Valve.
Ciò che questo significa per i gamer è che l'esito di questa causa potrebbe avere un effetto reale su quanta concorrenza esisterà nei prezzi dei giochi PC negli anni a venire. Dai un'occhiata alle nostre recensioni di giochi per la copertura delle ultime uscite PC e tieni d'occhio l'hub delle guide gaming per tutto ciò di cui hai bisogno sulla piattaforma.
Il prossimo importante sviluppo del caso arriverà probabilmente quando i testimoni di Valve affronteranno il controinterrogatorio su quelle comunicazioni interne. Ciò dovrebbe chiarire se il comportamento di price parity descritto nelle email fosse una policy informale o qualcosa di più deliberato.








