La vicenda che vede protagonista Saber Interactive questa settimana è una vera masterclass su come NON gestire una controversia legata all'IA. I gamer che acquistano Rideshare Stimulator ora vedono un esplicito disclaimer sui contenuti IA nella pagina dello store, ma tale informativa è apparsa solo dopo che un'accesa discussione pubblica tra il CEO dello studio e un'ex sceneggiatrice è esplosa online.
Il gioco è ben lontano dalla profondità ruolistica artigianale che ha reso Baldur's Gate 3 un punto di riferimento per il genere, ma è diventato accidentalmente il titolo più discusso del settore in questo momento, e non per motivi che Saber Interactive vorrebbe.
Come è iniziato il caos mediatico
L'ex sceneggiatrice di Saber Interactive, Stella Sacco, ha reso pubbliche le accuse secondo cui sarebbe stata sostituita da ChatGPT nel 2023. L'accusa si è diffusa rapidamente. Invece di fornire una risposta ponderata, il CEO Matt Karch ha contrattaccato con una dichiarazione che ha sollevato immediatamente più domande di quante ne abbia risolte.
"Stella chi?" ha scritto Karch, sostenendo di aver dovuto chiedere a Claude (uno strumento di IA, guarda caso) di identificarla perché non le aveva mai parlato né l'aveva mai vista. Ha poi aggiunto che lo studio aveva sempre pianificato di dichiarare l'uso dell'IA, ma che la Sacco aveva "violato la clausola di riservatezza" rendendo pubblica la questione prima che l'azienda fosse pronta. La Sacco ha risposto definendo la dichiarazione "notevolmente patetica per il CEO di qualsiasi azienda".
Il punto è questo: il gioco era già presente sullo store dal 30 luglio senza alcun disclaimer sull'IA. L'avviso è apparso solo dopo che la polemica è esplosa.
Cosa copre effettivamente il disclaimer sull'IA
L'informativa apparsa copre molto più dei semplici dialoghi. Rideshare Stimulator contiene conversazioni tra passeggeri generate dall'IA, che Karch definisce parte di una "modalità sperimentale" piuttosto che dell'esperienza principale. Il disclaimer segnala inoltre che il gioco presenta un mix di stazioni radio, con quelle musicali generate dall'IA chiaramente etichettate in-game.
Questo dettaglio merita una riflessione. Lo studio che ha pubblicamente promosso l'IA come soluzione economica per dialoghi NPC infiniti ha finito per spendere più per questa funzionalità di quanto sarebbe costato un approccio tradizionale.
Karch rincara la dose nonostante il disastro
Invece di cogliere l'occasione per ricalibrare la rotta, Karch ha insistito. Ha dichiarato che il suo team PR è "sempre terrorizzato" dal menzionare l'IA, per poi aggiungere che sarebbe "felice di intraprendere una conversazione ragionevole su come l'IA possa e debba contribuire a plasmare le esperienze dei gamer". Ha inoltre inquadrato l'intera situazione come una trovata pubblicitaria orchestrata dalla Sacco, sottolineando che Saber ha effettivamente aumentato il proprio staff di sceneggiatori dal 2023.
L'ironia è difficile da ignorare. Un CEO che liquida un'ex dipendente citando lo strumento di IA usato per cercarla, per poi lamentarsi di essere stato costretto alla trasparenza prima di essere "pronto", non si sta esattamente posizionando come una voce affidabile nel dibattito sull'IA nei videogiochi.
Il contesto generale peggiora la situazione per Saber. I dati di Steam suggeriscono che i giochi con lo stigma dell'IA vedono il numero di recensioni calare di circa il 53 percento, con quelle ricevute che tendono a essere più negative. Entrare in una controversia a gamba tesa mentre la pagina del tuo store manca del disclaimer richiesto non è certo una mossa vincente.
Cosa significa questo per i giocatori e per l'industria
Per chiunque acquisti Rideshare Stimulator, la situazione è ora quantomeno trasparente. Il disclaimer sull'IA è attivo, le stazioni musicali in-game sono etichettate e la modalità di dialogo sperimentale è dichiarata. I giocatori possono fare una scelta informata.
Il quadro generale è ciò che conta di più. Questo episodio si aggiunge a una lista crescente di studi che hanno dichiarato l'uso dell'IA solo dopo essere stati messi all'angolo, il che produce costantemente risultati peggiori rispetto a una trasparenza proattiva. Confrontate questo comportamento con lo standard stabilito da Larian Studios con Baldur's Gate 3, dove la comunicazione dello studio con la propria base di giocatori riguardo alle decisioni di sviluppo ha contribuito a costruire una fiducia autentica nel corso degli anni.
Il punto chiave è che i giocatori non sono intrinsecamente contrari a ogni uso dell'IA nello sviluppo dei giochi. Ciò a cui si oppongono costantemente è la sensazione che gli studi stiano nascondendo qualcosa. L'ammissione di Karch, secondo cui il suo team PR era "terrorizzato" dal discutere di IA, suggerisce che sapesse già che il disclaimer sarebbe stato accolto male, il che rende la decisione di ritardarlo ancora più difficile da difendere.
Se vuoi rimanere aggiornato su tutto ciò che accade nel mondo RPG e nel panorama gaming mentre questo dibattito continua a evolversi, la collezione di guide di Baldur's Gate 3 è un ottimo promemoria di come appare, nella pratica, uno sviluppo di giochi che mette al primo posto i giocatori.








