Un gioco cancellato a cui nessuno ha potuto giocare continua, a quanto pare, a tormentare chi lo ha creato. Vinit Agarwal, ex game director di The Last of Us Online, ha pubblicato un post su X il 25 aprile 2026, rivelando che i suoi ex colleghi continuano a contattarlo per dirgli che il titolo multiplayer ormai accantonato rimane "il miglior multiplayer a cui abbiano mai giocato". Per un gioco che non ha mai visto la luce, è una consapevolezza difficile da digerire.
Cosa ha detto esattamente Agarwal
Il post è stato diretto. Agarwal ha scritto che "è pazzesco quanti dei miei ex colleghi mi scrivano ancora oggi dicendomi quanto sarebbe stato incredibile TLOU Online", descrivendolo come "ancora il miglior multiplayer a cui abbiano mai giocato". Ha concluso con una promessa personale: "Non permetterò mai più che ciò su cui lavoro non veda la luce del sole".
Quest'ultima frase ha un peso notevole. Non si è trattato solo di uno sguardo nostalgico a un progetto passato. Suona come lo sfogo di uno sviluppatore che si è scottato e che è determinato a non ripetere l'esperienza.
Sette anni di lavoro, svaniti
The Last of Us Online è nato originariamente come la modalità Factions pensata per The Last of Us Part 2, prima di espandersi in un titolo standalone. Naughty Dog ha dedicato circa sette anni al progetto prima che Sony staccasse la spina. Quando la cancellazione è stata annunciata, uno sviluppatore l'ha definita pubblicamente "il momento clou della mia carriera". Il post di Agarwal di questa settimana conferma che quel sentimento non è svanito.
Il gioco è stato accantonato per reindirizzare le risorse dello studio verso Intergalactic: The Heretic Prophet. Se questo compromesso ripagherà, è qualcosa che i gamer non sapranno per anni.
La storia multiplayer di Naughty Dog rende tutto più amaro
Il punto è questo: Naughty Dog ha un track record multiplayer davvero solido che spesso viene trascurato. Il multiplayer di Uncharted 2 è stato un'eccellenza in un'epoca in cui ogni action in terza persona aggiungeva una modalità competitiva sperando che nessuno se ne accorgesse. La modalità Factions di The Last of Us Part 1 era tesa, metodica e diversa da qualsiasi altra cosa disponibile all'epoca. Lo studio sa chiaramente come costruire un multiplayer che si adatti alla propria sensibilità di design, invece di inseguire i trend.
Questo contesto rende le lodi degli ex sviluppatori ancora più credibili. Non sono persone che non hanno mai pubblicato un gioco multiplayer. Hanno un termine di paragone e continuano a dire che The Last of Us Online lo ha superato.
Cosa resta ai giocatori che non hanno mai potuto provarlo
Per i fan del franchise, questo tipo di notizie è tanto affascinante quanto frustrante. The Last of Us Part 2 vantava uno dei combat in terza persona più appaganti degli ultimi tempi, basato sulla scarsità di risorse, sul crafting sotto pressione e su un'IA nemica incredibilmente reattiva. Trasporre tutto ciò in un ambiente multiplayer, dove la tensione di ogni scontro è amplificata da avversari umani reali, sembrava qualcosa di speciale.
Ciò che molti giocatori trascurano nelle discussioni su questa cancellazione è che la modalità Factions del primo The Last of Us faceva già qualcosa di insolito. Legava la progressione multiplayer a un meta-game persistente sulla sopravvivenza di una comunità, dando a ogni match una posta in gioco che andava ben oltre il semplice conteggio delle kill. Scalare quel concept in un gioco standalone, con sette anni di iterazione alle spalle, è un'idea davvero interessante che l'industria non vedrà mai.
La promessa di Agarwal di non lasciare mai più che un progetto muoia senza essere pubblicato suggerisce che sia passato a qualcosa di nuovo. Qualunque cosa sia, vale la pena tenerla d'occhio. Per ulteriori notizie sui giochi e sulle storie che stanno plasmando l'industria in questo momento, dai un'occhiata alle nostre ultime notizie gaming su GAMES.GG.
La community dei gamer è costretta a ricostruire ciò che avrebbe potuto essere basandosi solo sui post degli sviluppatori e sulle interviste, una situazione decisamente frustrante. Se Agarwal manterrà la sua promessa, il prossimo progetto che pubblicherà porterà con sé grandi aspettative, alimentate proprio da quello che non ce l'ha fatta. Consulta le ultime recensioni per rimanere aggiornato su ciò che sta effettivamente arrivando.








