La Entertainment Software Association (ESA) ha esortato la Commissione Giustizia del Senato USA a rivedere la proposta del NO FAKES Act, avvertendo che l'attuale formulazione potrebbe creare rischi legali per gli sviluppatori e i publisher di videogiochi. In una lettera datata 9 giugno 2026, il Presidente e CEO dell'ESA, Stanley Pierre-Louis, ha delineato le preoccupazioni su come la legislazione potrebbe influenzare i personaggi digitali, gli strumenti di game development e l'intera industria videoludica statunitense.
Indirizzata al Presidente della Commissione Giustizia del Senato, Chuck Grassley, e al membro di minoranza Dick Durbin, la lettera richiede modifiche che proteggano le persone dai deepfake dannosi senza creare inutili incertezze legali per le creazioni digitali legittime.
L'ESA avverte: il NO FAKES Act potrebbe influenzare lo sviluppo dei videogiochi
Il NO FAKES Act mira a contrastare la creazione e l'uso non autorizzato di repliche digitali di individui. Tuttavia, l'ESA sostiene che il disegno di legge, così come attualmente redatto, non distingua adeguatamente tra impersonificazioni digitali dannose e usi legittimi di rappresentazioni digitali realistiche nell'intrattenimento.
I videogiochi presentano spesso personaggi iperrealistici, inclusi protagonisti di finzione, personaggi secondari e rappresentazioni digitali di atleti reali. L'ESA ha citato franchise come Tomb Raider, Call of Duty, Red Dead Redemption e The Last of Us come esempi di titoli che includono personaggi digitali realistici.
Secondo l'organizzazione, l'ampia definizione di replica digitale contenuta nel disegno di legge potrebbe esporre sviluppatori e publisher a cause legali da parte di individui che ritengono che un personaggio di finzione somigli a loro, anche quando tale somiglianza è puramente casuale. Questa preoccupazione si estende anche ai personaggi di sfondo che popolano i vasti mondi di gioco.
Pierre-Louis ha sostenuto che, anche se gli sviluppatori dovessero prevalere in tribunale, i costi e il tempo necessari per difendersi da tali accuse potrebbero creare un onere finanziario significativo. L'ESA ha avvertito che questa incertezza potrebbe influenzare lo sviluppo e la distribuzione dei giochi esistenti, così come i progetti futuri prodotti negli Stati Uniti.
Preoccupazioni su strumenti AI e software di creazione personaggi
L'ESA ha inoltre sollevato preoccupazioni riguardo alla potenziale responsabilità prevista dalla legislazione per gli strumenti e i servizi utilizzati per creare repliche digitali.
Le aziende di videogiochi hanno investito anni nello sviluppo di tecnologie digitali capaci di produrre personaggi dettagliati e ambienti interattivi. Alcuni di questi strumenti sono messi a disposizione anche dei gamer, consentendo loro di progettare i propri avatar, personalizzare i personaggi e creare contenuti originali.
L'organizzazione sostiene che il NO FAKES Act non distingua a sufficienza tra strumenti progettati specificamente per facilitare l'impersonificazione digitale dannosa e tecnologie di uso generale che possono essere impiegate per attività creative legittime.
Secondo la bozza attuale, l'ESA teme che gli sviluppatori e i fornitori di strumenti altrimenti legittimi possano affrontare rischi legali poiché tali tecnologie potrebbero essere utilizzate in modo improprio da terze parti.
L'associazione ha richiesto un approccio più mirato che affronti gli usi dannosi delle repliche digitali, preservando al contempo l'accesso alle tecnologie che supportano il game development e la creatività dei player.
L'ESA chiede modifiche alla proposta di legge
Nella sua lettera, l'ESA ha dichiarato di aver già proposto modifiche intese a restringere il campo della legislazione e ad affrontare le legittime preoccupazioni sull'impersonificazione digitale. Tuttavia, Pierre-Louis ha affermato che alcuni sostenitori del disegno di legge non sono stati disposti ad accogliere le specifiche istanze dell'industria videoludica.
L'organizzazione ha inoltre sottolineato che i videogiochi differiscono da altri prodotti di intrattenimento perché sono creazioni interamente digitali. Di conseguenza, una legislazione che regoli le repliche digitali potrebbe avere implicazioni per una vasta gamma di pratiche di sviluppo, dal character design e l'animazione fino ai sistemi di personalizzazione rivolti al giocatore.
L'ESA ha chiesto a Grassley e Durbin di contribuire a rivedere il disegno di legge affinché affronti i danni reali senza creare quelli che l'organizzazione considera rischi sproporzionati per gli sviluppatori e i publisher di giochi.
La lettera non chiede di abbandonare le tutele contro i deepfake dannosi. Piuttosto, sostiene che la legislazione dovrebbe distinguere più chiaramente tra l'impersonificazione digitale non autorizzata e la normale creazione di personaggi di finzione o altri contenuti digitali legittimi.
L'impatto economico dell'industria videoludica statunitense
L'ESA ha utilizzato la lettera per evidenziare la portata dell'industria videoludica americana e le potenziali conseguenze dell'introduzione di incertezza legale nello sviluppo dei giochi.
Secondo i dati citati nella lettera, più di 212 milioni di americani giocano ai videogiochi, rappresentando circa il 67% della popolazione statunitense. L'organizzazione ha inoltre riferito che l'industria ha creato e sostenuto oltre 250.000 posti di lavoro in tutto il paese e ha contribuito per $65.5 miliardi al prodotto interno lordo degli Stati Uniti nell'anno precedente.
L'ESA ha affermato di prendere sul serio la propria responsabilità di proteggere la proprietà intellettuale e il lavoro creativo delle sue aziende associate, così come gli interessi dei milioni di persone che giocano ai loro titoli.
L'organizzazione ha avvertito che i costi legali associati alle controversie sulle sembianze dei personaggi digitali potrebbero avere conseguenze economiche più ampie, in particolare se gli sviluppatori dovessero affrontare l'incertezza sul fatto che i loro asset esistenti o gli strumenti creativi possano innescare azioni legali.
Cosa succederà ora?
La lettera dell'ESA pone le preoccupazioni dell'industria videoludica direttamente davanti alla Commissione Giustizia del Senato USA, mentre i legislatori esaminano il proposto NO FAKES Act. La richiesta centrale è quella di definizioni più precise e disposizioni di responsabilità che proteggano gli individui dalle repliche digitali dannose, consentendo al contempo alle tecnologie creative legittime di continuare a operare.
Qualsiasi modifica alla legislazione dovrà bilanciare le tutele contro l'impersonificazione digitale non autorizzata con le realtà pratiche della creazione di intrattenimento interattivo. Per gli sviluppatori di videogiochi, l'esito potrebbe influenzare il modo in cui gli studi approcciano il character design, le sembianze digitali e gli strumenti che permettono ai player di creare i propri contenuti.
La posizione dell'ESA è che un disegno di legge più mirato potrebbe affrontare i danni associati ai deepfake senza esporre gli sviluppatori a inutili contenziosi riguardanti personaggi di finzione e software creativi di uso generale.



