Bethesda Game Studios compie 40 anni proprio quest'anno. Un traguardo che dovrebbe essere motivo di grande festa, ma che oggi assume i toni di un momento di profonda riflessione.
Todd Howard ha rotto il silenzio sull'ultima ondata di licenziamenti di Microsoft che ha colpito Bethesda, descrivendo i tagli come "davvero duri" e riconoscendo il peso personale nel vedere colleghi di lunga data perdere il proprio posto di lavoro. In un paio di interviste recenti, Howard è stato più schietto del solito, delineando il quadro di uno studio nel bel mezzo di un importante cambiamento strutturale.
Cosa ha detto davvero Howard
I commenti di Howard sono stati diretti. "Ogni volta che lavori con persone per, in alcuni casi, molti decenni, e queste non ci sono più, è davvero difficile a livello personale, ed è difficile per i nostri team", ha dichiarato. Ha inoltre tracciato un parallelo con un altro periodo difficile nella storia di Bethesda, sottolineando come lo studio abbia già affrontato grandi transizioni in passato, incluso un periodo negli anni '90 in cui la sua sopravvivenza era davvero incerta.
Il concetto su cui è tornato più volte è quello di focus. "Stiamo attraversando un cambiamento per concentrarci al meglio sui franchise e su ciò che dobbiamo fare per offrire il massimo a tutti."
Il punto è questo: il termine "franchise" sta facendo un lavoro enorme. La direzione imposta da Xbox è chiara. Bethesda Game Studios punta dritto su The Elder Scrolls 6 e Fallout 5. L'ombrello più ampio di ZeniMax, inclusi id Software e ZeniMax Online Studios, si sta ristrutturando attorno a proprietà come Doom, Quake e Wolfenstein.
Il costo umano dietro la svolta
I tagli non sono stati astratti. Tra i licenziati c'era Ray Lederer, un concept artist che aveva trascorso quasi 18 anni in Bethesda ed era uno degli ultimi artisti rimasti ad aver lavorato su Skyrim. Il sindacato dei lavoratori di Bethesda è stato netto nella sua risposta, sottolineando che i licenziamenti hanno colpito "decine di programmatori, artisti, designer e tester", lasciando invece quasi intatta la struttura dirigenziale di Microsoft.
Anche ZeniMax Online Studios, il team dietro The Elder Scrolls Online, ha subito pesanti tagli. Un ex sviluppatore ha avvertito che lo studio non sarà in grado di produrre contenuti al ritmo che i player di ESO si aspettano. Per un live service game che ha costantemente rilasciato aggiornamenti trimestrali e capitoli annuali, questo è un segnale significativo. La player base di ESO ha costruito interi playstyle attorno a sistemi come i Challenge Difficulty tiers introdotti nell'Update 50, e il ritmo dei futuri contenuti è ora decisamente incerto.
Un blitz di Fallout che solleva più domande che risposte
Insieme ai commenti di Howard è arrivata un'ondata di annunci su Fallout: Fallout 5 è ufficialmente in pre-produzione, sono in lavorazione le remaster di Fallout 3 e Fallout: New Vegas, e Obsidian Entertainment tornerà sulla serie per un nuovo capitolo. Howard ha descritto la notizia riguardante Obsidian come qualcosa per cui "non potrebbe essere più entusiasta".
Il tempismo è difficile da ignorare. Migliaia di sviluppatori negli studi Xbox hanno perso il lavoro nell'ultimo anno, e la risposta dei vertici di Bethesda è una serie di annunci per progetti che sono ancora lontani anni dal rilascio, senza nulla di giocabile da mostrare. Il sindacato dei lavoratori è stato chiaro: la struttura dirigenziale di Microsoft ha assorbito la ristrutturazione, mentre le persone che creano concretamente i giochi ne hanno pagato il prezzo.
Cosa significa per i player che seguono ESO
Per i player investiti in The Elder Scrolls Online, il quadro è misto. Il gioco non sparirà e ZeniMax Online Studios esiste ancora. Tuttavia, i tagli al personale creano una reale incertezza sulla velocità con cui arriveranno nuovi contenuti, bilanciamenti e sistemi stagionali. Il Tamriel Tomes reward system e altre feature live su cui i player di ESO fanno affidamento sono legati direttamente alle dimensioni e alla capacità del team che li sviluppa.
I commenti di Howard suggeriscono che Bethesda stia scommettendo il proprio futuro su una manciata di titoli di punta e sugli studi in grado di realizzarli. Se i team rimasti dopo questi tagli abbiano la capacità di soddisfare tali aspettative è la domanda a cui nessuno in Microsoft ha ancora risposto.








